Cellulite: scopri come sconfiggerla!

Otto donne su dieci lamentano il problema della cellulite. Le fasce di età più colpite sono quelle tra gravidanza e menopausa, ma sono soprattutto le ragazze più giovani, quelle tra i 17 e i 25 anni, a rivolgersi agli esperti per combattere questo inestetismo. Sono alcuni dei dati emersi nel corso dell''Aesthetic medicine practical international congress' che si tiene a Firenze.

"Il problema - spiega Maria Albini, tra gli organizzatori del congresso - può essere affrontato con buoni risultati: più è precoce lo stadio della cellulite, con quattro livelli di gravità, più è facile poterla affrontare". "La terapia più valida è la mesoterapia, ossia l'infiltrazione di sostanze medicamentose direttamente sull'area cellulitica – afferma Giovanni Agus, presidente del collegio italiano di flebologia - Questa tecnica, che ha quasi quarant'anni, è ancora valida con l’innovazione di cocktail con sostante antiossidanti, vitamine e minerali, che provocano un miglioramento. Valide e molto frequenti anche la laser lipolisi e la liposuzione". "Una delle maggiori confusioni – prosegue Agus - è quella riguardante il lipoedema, che appare come una forma di cellulite ma non lo è.

Chi ha il lipoedema ha le gambe cosiddette 'a colonna' ma questo disturbo cronico colpisce sin dall'età più giovane. Il 7-8% delle persone ne è interessata, generalmente senza sapere di esserlo. La causa principale del lipoedema è la postura, che interessa il 25% di chi ne è affetto".

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Cellulite: scopri come sconfiggerla!

Otto donne su dieci lamentano il problema della cellulite. Le fasce di età più colpite sono quelle tra gravidanza e menopausa, ma sono soprattutto le ragazze più giovani, quelle tra i 17 e i 25 anni, a rivolgersi agli esperti per combattere questo inestetismo. Sono alcuni dei dati emersi nel corso dell''Aesthetic medicine practical international congress' che si tiene a Firenze.

"Il problema - spiega Maria Albini, tra gli organizzatori del congresso - può essere affrontato con buoni risultati: più è precoce lo stadio della cellulite, con quattro livelli di gravità, più è facile poterla affrontare". "La terapia più valida è la mesoterapia, ossia l'infiltrazione di sostanze medicamentose direttamente sull'area cellulitica – afferma Giovanni Agus, presidente del collegio italiano di flebologia - Questa tecnica, che ha quasi quarant'anni, è ancora valida con l’innovazione di cocktail con sostante antiossidanti, vitamine e minerali, che provocano un miglioramento. Valide e molto frequenti anche la laser lipolisi e la liposuzione". "Una delle maggiori confusioni – prosegue Agus - è quella riguardante il lipoedema, che appare come una forma di cellulite ma non lo è.

Chi ha il lipoedema ha le gambe cosiddette 'a colonna' ma questo disturbo cronico colpisce sin dall'età più giovane. Il 7-8% delle persone ne è interessata, generalmente senza sapere di esserlo. La causa principale del lipoedema è la postura, che interessa il 25% di chi ne è affetto".

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ZIGOMI: Come valorizzarli con la medicina estetica

Gli zigomi hanno un ruolo fondamentale nel nostro viso: grazie alla loro sporgenza rendono più armoniosi tutti gli altri elementi che compongono il volto come occhi e naso. Nella cultura occidentale la regione zigomatica ben definita é ritenuta segno di bellezza.

Gli zigomi hanno la funzione di sostenere la metà inferiore del volto e di creare quello “stacco” che rende il viso più marcato, più slanciato, più giovane e volendo anche più aggressivo.

Aumento degli zigomi: intervento rapido e non doloroso

L’aumento volumetrico degli zigomi è un intervento rapido e non doloroso. Si utilizza principalmente acido ialuronico ad alta consistenza che risulta più stabile e duraturo.
L’impianto si effettua tramite delle microcannule senza punta che permettono il posizionamento del prodotto in modo ottimale su tutta l’area da trattare con un singolo forellino di accesso. Una volta impiantato l’acido ialuronico è possibile plasmarlo  delicatamente in modo da fargli assumere la forma migliore.

E’ preferibile usare sostanze riassorbibili invece di quelle permanenti per evitare i rischi di reazioni avverse che possono manifestarsi anche a lunga distanza di tempo. In caso di problemi sarebbe molto difficile rimuovere in modo completo l’impianto permanente.

Dopo il trattamento il paziente può immediatamente tornare alla vita sociale, si può presentare un arrossamento nella zona trattata che si risolve in qualche ora e che può essere nascosto con un po’ di fondotinta.

E’ importante nei primi giorni dopo l’impianto non comprimere la zona trattata e non esporla a fonti di calore dirette.

Piccole attenzioni che assicureranno la corretta durata del materiale iniettato. L’intervento di aumento, ridefinizione e sollevamento degli zigomi con filler é da considerarsi competitivo rispetto all’impianto permanente di protesi zigomatica vista la lunga durata dei prodotti oggi disponibili evitando così al paziente di sottoporsi ad un invasivo intervento chirurgico.

Credo possa considerarsi secondo costi e benefici l’intervento d’elezione per la ridefinizione estetica della regione zigomatica.

 

 

fonte: http://www.martinellimedicinaestetica.it/649-zigomi.html

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Il lifting non chirurgico con fili riassorbibili per biorivitalizzazione

La Bellezza appesa ad un filo

FTC Lift (Fine Thread Contour ) è un innovativo trattamento per viso e corpo che, attraverso l'inserimento, senza incisioni, di fili di biostimolazione in PDO (Polidioxanone), un medical device già largamente utilizzato in chirurgia generale e cardiovascolare, nel tessuto cutaneo, con un trattamento esclusivamente ambulatoriale, riesce ad ottenere, con l’aumento della proliferazione di collagene, il sostegno e la stimolazione dei tessuti lassi, con effetto liftante (soft-lifting).

Questi fili vengono inseriti con aghi ipodermici sottili, all’interno dei quali è contenuto il filo stesso, così da creare un vero e proprio reticolo nelle aree che intendiamo rivitalizzare. Un elementare sistema meccanico consente all’ago, una volta penetrato nella cute, di depositare, all’interno del tessuto, il filo. L'effetto non sarà legato alla tensione o alla trazione dei fili ma alla loro stessa presenza, che stimola il rinnovamento della pelle, fornendo elasticità, vitalità e maggiore luminosità, migliora l'aspetto delle rughe, delle pliche cutanee, della pelle flaccida.

Il filo PDO è riassorbibilel’efficacia del trattamento è chiaramente visibile 2-3 settimane dopo l’impianto. Questi mono-filamenti sono riassorbibili per via idrolitica in circa 6 mesi con minima reazione infiammatoria, graduale incapsulamento nel connettivo fibroso, progressiva perdita di forza elastica, graduale totale riassorbimento per idrolisi con trasformazione in acido glicolico e acido lattico, quindi in anidride carbonica e acqua.

Effetti immediati:

- il posizionamento dei fili di sutura nel sottocute,  provoca un effetto lifting immediato,favorendo la produzione naturale di collagene di tipo III
- i fili sostengono e rimodellano il tessuto
- i fili contribuiscono al sostegno delle parti molli della zona trattata

 

Effetto a lungo periodo:

- produzione di collagene
- stimola il metabolismo cellulare e aumenta la microcircolazione e quindi  il flusso sanguigno nelle zone trattate
- le cellule staminali mesenchimali dermiche e del connettivo delle cellule adipose sono stimolate a differenziarsi e a contribuire alla struttura di sostegno

L'applicazione è praticamente indolore, il paziente non ha bisogno di tempi di recupero e può tornare immediatamente alle attività quotidiane, senza bisogno di camouflage e di trucco. Il trattamento è assolutamente sicuro, senza rischi e/o complicanze (ad eccezione di possibili ematomi dovuti all’inserimento dell’ago, se pur sottile).

I fili PDO potenziano la durata di altri trattamenti estetici come biostimolazioni, peelings, tossina botulinica per ottenere un effetto finale maggiore ed un aumento della durata del loro effetto.
Il filo svolge la propria azione in modo naturale e progressivo. I miglioramenti potranno essere apprezzati come maggiore tonicità e compattezza della pelle.

Anche se i tempi medi di riassorbimento del filo PDO sono di circa 6 mesi,  i risultati saranno visibili per un tempo maggiore in quanto l’effetto non è legato unicamente al tempo di permanenza, ma anche alla stimolazione endogena che i fili promuovono.

I risultati si vedono di solito dopo due-tre settimane, quando il filo inizia ad esercitare la sua azione biorivitalizzante, anche se già immediatamente al termine della seduta, si può già iniziare a percepire i miglioramenti per un modesto edema che si sviluppa. Il risultato che si ottiene é gradevole, assolutamente naturale e progressivo, si vedranno progressivamente i miglioramenti con l’aumento della tonicità e della compattezza della propria pelle.

L’uso dei fili in PDO si rivolge a persone medio giovani (35-55 anni) che presentano già alcuni cedimenti dei tessuti del viso e collo o che desiderano un intervento preventivo.Le principali indicazioni al loro utilizzo sono la biorivitalizzazione del volto e del collo, ma soprattutto di tutti quei distretti corporei in cui fino ad oggi era difficile ottenere risultati, come il decolleté, le braccia, le cosce e le ginocchia, essendo in grado di risollevare e riposizionare la cute del viso e del collo che ha perso tono, rimodellare il contorno del viso e biorivitalizzare i tessuti.

 

 

fonte: http://www.gianfrancobarba.it/trattamenti-estetici/il-lifting-non-chirurgico-con-fili-riassorbibili-per-biorivitalizzazione

 

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BIORIVITALIZZAZIONE SENZA AGHI PRX-T33 la formula giusta per nutrire la tua pelle

Che cos'è il PRX-T33?
È un preparato nuovo, coperto da brevetto e ampiamente testato per anni. Non è un farmaco, ma uno strumento chimico a disposizione dello specialista per trattamenti estetici.
È una formulazione innovativa, composta di acido tricloroacetico a 33% modulato con perossido di idrogeno. 
È un prodotto in grado di stimolare la cute in profondità, senza causare irritazione in superficie. Solo in caso di pelli molto spesse, può verificarsi una lieve desquamazione. 
L'acido tricloroacetico (TCA) al 33% penetra ed agisce infatti sul derma, attivando un processo di rimodellamento, mentre sulla superficie cutanea viene neutralizzato dal perossido d'idrogeno contenuto nella preparazione. Così, è un prodotto capace di stimolare il derma, senza esfoliare l'epidermide. 
Il risultato è immediatamente apprezzabile dal paziente, perchè la cute appare subito più turgida e levigata. Poi migliora e diviene più duraturo, ripetendo il trattamento in sedute successive. 
Il prodotto è un gel non aggressivo, che viene applicato sulla cute con una tecnica particolare. 
È una vera biorivitalizzazione senza aghi.
Il procedimento dura circa 30/40 min e il paziente può tornare subito dopo alle sue attività quotidiane. 

Quali sono le indicazioni? 
- Prevenzione dell'invecchiamento cutaneo; 
- ringiovanimento del viso (rilassamento della cute e rughe superficiali); 
- ringiovanimento del collo e decolté (rilassamento della cute e rughe); 
- ringiovanimento delle mani; 
- cicatrici recenti (arrossate) a scodella (cicatrici d'acne, da varicella, impetigine); 
- acne attiva; 
- come coadiuvante nel trattamento del melasma; 
- macchie cutanee. 

Quante sedute sono necessarie? 
Il numero di sedute varia a seconda dell'indicazione: 
- nel trattamento del viso, collo e decolté si ottiene un risultato di rassodamento stabile dopo circa 3-5 sedute (1 volta a settimana); 
- nel trattamento delle cicatrici recenti, 3 sedute settimanali fino al sollevamento della depressione; 
- nel trattamento dell'acne attiva, circa 4 sedute al mese fino a remissione; 
- per melasma, 1 seduta ogni 20 giorni, come trattamento coadiuvante. 

Quali vantaggi offre tra i vari trattamenti per l’invecchiamento cutaneo del viso? 
- Non è invasivo (consente di ottenere una biorivitalizzazione senza aghi); 
- è assolutamente indolore; 
- è ripetibile; 
- non è fotosensibilizzante (può essere usato anche d'estate); 
- dà risultati apprezzabili immediatamente; 
- non lascia tracce visibili e quindi non obbliga ad interrompere le proprie attività quotidiane e la vita sociale.

Puoi prenotare una consulenza gratuita chiamando al 340 63 27 440

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Natale in Benessere con gli Idrolati

 

CHE COS’E’ UN IDROLATO?

L’idrolato è un pregiato distillato, prodotto in corrente di vapore da piante officinali, da cui si estrarre un’acqua aromatica dalle virtù benefiche.

L’idrolato contiene una quantità più bassa di olii essenziali, pertanto è considerato un prodotto più sicuro rispetto agli olii esenziali puri, non esistono dunque rischi di dosaggi troppo alti, può essere applicato direttamente sulla pelle senza problemi e sulla pelle dei  bambini. L’uso è innocuo anche per via interna.

Per sfruttare specifiche proprietà di una o più piante, gli idrolati possono anche essere miscelati e combinati tra loro.

La linea Idrolati heliantus propone l’idrolato di cannella, lavanda, salvia, rosmarino, chiodi di garofano. E’ possibile su richiesta preparare idrolati di altre piante. 

ACQUA DI LAVANDA

L’idrolato di lavanda (Lavandula Hybrida flore water) è tra i più delicati ed apprezzati, ed è ottenuto mediante distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite.

Modalità d’uso: La somministrazione sia per via interna che per via esterna favorisce l’equilibrio del SNC allentando tensione nervosa, sino al rilassamento che induce al sonno naturale. Ha azione antispasmodica a livello dell’apparato gastro- intestinale. Indicata anche nel bagno del neonato con irrequietezza e disturbi del sonno.

Per uso esterno può essere utilizzato puro, spruzzato sul viso come tonico dopo la detersione, in seguito può essere applicata la crema abituale direttamente sulla pelle umida. Agitare prima dell’uso.

Modalità di conservazione: si consiglia di conservare il prodotto ben chiuso, ad una temperatura non superiore ai 30°C.

NON DISPERDERE IL CONTENITORE NELL’AMBIENTE DOPO L’USO

Bottiglia da 100 ml

ACQUA DI CANNELLA

La corteccia di Cinnamomum zeylanicum, è di origine antichissima giunta dalle foreste dello Sri Lanca  attraverso le vie delle spezie agli egizi, ebrei, greci e romani.

Modalità d’uso: per uso orale, da sempre è impiegato in cucina sia come aromatizzante, sia per problemi digestivi, disturbi dispeptici, antisettico, vermifugo e antispasmodico, ideale per l’inverno per la sua capacità di aumentare leggermente la temperatura corporea. Aumenta le secrezioni salivari, lacrimali e nasali. E’ innocuo durante la gravidanza.Per uso esterno, può essere utilizzato puro, spruzzato sul viso come tonico dopo la detersione, e in seguito può essere applicata la crema abituale direttamente sulla pelle umida. Agitare prima dell’uso.

Modalità di conservazione: si consiglia di conservare il prodotto ben chiuso, ad una temperatura non superiore ai 30°C.

NON DISPERDERE IL CONTENITORE NELL’AMBIENTE DOPO L’USO

Bottiglia da 100 ml

IDROLATO DI ROSMARINO

E’ l’acqua ottenuta mediante distillazione dalle foglie fresche di Rosmarinus officinalis.

Modalità d’uso: Per uso orale ha azione stimolante e digestiva (3 bicchierini tra un pasto e l'altro). E’ indicato negli stati di debolezza generale o da affaticamento intellettuale e fisico e contro le emicranie.

Per uso esterno ha indicazioni su piaghe e scottature, reumatismi e dolori muscolari come impacco o strofinazioni. Può essere utilizzato puro, spruzzato sul viso come tonico dopo la detersione, in seguito può essere applicata la crema abituale direttamente sulla pelle umida.

In cucina come aromatizzante. Agitare prima dell’uso.

Modalità di conservazione: si consiglia di conservare il prodotto ben chiuso, ad una temperatura non superiore ai 30°C.

NON DISPERDERE IL CONTENITORE NELL’AMBIENTE DOPO L’USO

Bottiglia da 100 ml

IDROLATO DI SALVIA (SALVIA OFFICINALIS WATER)

E’ l’acqua ottenuta mediane distillazione di foglie di Salvia officinalis.

Modalità d’uso: Secondo le monografie europee ESCOP per uso orale è particolarmente utile come collutorio per infiammazioni e infezioni del cavo orale e della gola quali stomatiti, gengiviti, faringiti. Per la sua azione dermopurificante si usa  per uso esterno nella cura dei capelli, dopo lo shampoo, per tonificare il cuoio capelluto, e nei capelli grassi per ritardare la formazione di forfora e nella iperidrosi (sudorazioni abbondanti soprattutto di mani e ascelle). Ideale per pelli grasse, può essere utilizzato puro, spruzzato sul viso e sul corpo  come tonico dopo la detersione, in seguito può essere applicata la crema abituale direttamente sulla pelle umida.

Il contenuto di estrogeni  rende la salvia molto efficace nelle dismenorree, come regolatore di mestruazioni insufficienti e durante la menopausa, usato come impacchi. Agitare prima dell’uso.

Avvertenze prima dell’uso:  Si sconsiglia l’uso in gravidanza e in associazione con preparati a base di Sali di ferro.

Modalità di conservazione: si consiglia di conservare il prodotto ben chiuso, ad una temperatura non superiore ai 30°C.

NON DISPERDERE IL CONTENITORE NELL’AMBIENTE DOPO L’USO       

Bottiglia da 100 ml          

IDROLATO DI CHIODI DI GAROFANO

E’ l’acqua ottenuta mediante distillazione di chiodi di Eughenia caryophyllata

 Modalità d’uso: per uso esterno può essere utilizzato puro, spruzzato sul viso come tonico dopo la detersione, in seguito può essere applicata la crema abituale direttamente sulla pelle umida. Per uso interno ha azione tonica per rialzare il tono generale, soprattutto nei casi di astenia fisica e intellettuale e di impotenza sessuale. Svolge azione analgesica se applicato direttamente su denti doloranti e può essere utilizzato come collutorio per sciacqui del cavo orale. Agitare prima dell’uso.

Modalità di conservazione: si consiglia di conservare il prodotto ben chiuso, ad una temperatura non superiore ai 30°C.

NON DISPERDERE IL CONTENITORE NELL’AMBIENTE DOPO L’USO

Bottiglia da 100 ml

IDEA REGALO NATALE 2014

PUOI ACQUISTARE IL TUO IDROLATO CONTATTANDO LA DOTT.SSA MARIA TERESA MARINELLI AL 328 86 80 336 OPPURE RECANDOTI PRESSO UNA DELLE NOSTRE SEDI:

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SERVIZIO DI ECOGRAFIA PRESSO "STUDI MARINELLI"

ECOGRAFIA
Scherzi a parte....adesso presso i nostri studi puoi effettuare tutti i tipi di ECOGRAFIA. Leggi di seguito quali:
INTERNISTICA (fegato, colecisti, vie biliari, pancreas, milza, reni e vescica)
TIROIDEA
MUSCOLOSCHELETRICA
ECOCOLORDOPPLER (arti superiori e inferiori)
TRONCHI SOVRAORTICI (TSA)
PEDIATRICA (anche e reni)
SENOLOGICA

Nei nostri studi di Sammichele di Bari e Bitonto
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Botulino: richieste sempre crescenti

I dati presentati al primo congresso AITEB che si è tenuto a Torino lo scorso 14 novembre parlano chiaro: anche se in Italia la palma del trattamento di medicina estetica più richiesto spetta ancora ai filler, le iniezioni di tossina botulinica aumentano velocemente il loro appeal tra donne e uomini dai 35 ai i 55 anni.


Sarà perchè aumentano i dati sulla sicurezza (l’inglese Indipendent Healthcare Advisory Service ha rilevato che le complicanze mediche a seguito di trattamenti con botulino sono state dello 0,13% contro lo 0.25% di quelle dei filler), sarà perchè il tempo rimuove molte paure, a 10 anni dall’approvazione in medicina estetica il botulino registra crescite a doppia cifra anche in Italia: dal 2011 al 2013 gli incassi sono cresciuti del 18% passando da 15 milioni di euro a oltre 17,7 milioni. Un trend confermato anche dal primo trimestre del 2014, che ha registrato l'11% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


I DATI

L’Italia si conferma il quarto mercato in Europa alle spalle di Regno Unito, Germania e Francia e davanti alla Spagna (fonte: ricerca MR:E&Y consortium data, commissionata da Allergan), con 250.000 trattamenti estetici effettuati nell’ultimo anno su oltre 100.000 pazienti.
E i filler? Restano in vetta alla classifica dei più amati dagli italiani, pur con un andamento altalenante che li ha visti comunque passare dai 31 milioni 350mila euro a 27,7 e poi a 31,2. Il rapporto con il botulino è passato da 1 a 2 nel 2011 e a 1,7 nel 2013, rivelando un leggero cambio di trend confermato anche dall'analisi del primo trimestre 2014.
In Europa, l’Italia si conferma il secondo mercato per i filler alle spalle della Francia e davanti a Germania, Regno Unito e Spagna.
L’Europa continentale preferisce i filler alla tossina botulinica; non è così nei paesi anglosassoni come il Regno Unito dove il rapporto è di 3 a 4 in favore della tossina (eclatante il dato USA dove il botulino rappresenta il doppio dei filler).

L’identikit del paziente
Ecco il profilo del paziente tipo emerso da un'indagine condotta da AITEB (Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino) tra medici estetici, chirurgi plastici e dermatologi che utilizzano la tossina: prevalentemente donna (93-95%), con un’età che va dai 46 ai 55 anni (60%), si reca dallo specialista periodicamente per trattamenti soft i cui risultati durano in media da 4 a 6 mesi. Gli uomini rappresentano una quota piuttosto ridotta (5-7%), ma stanno entrando nel gruppo dei fan della tossina e hanno in media 50 anni.
A che età si cominciano i trattamenti? Tendenzialmente intorno ai 35 anni.

Alto livello di soddisfazione
Interrogati sul livello di soddisfazione, i pazienti nel 72% indicano una “soddisfazione alta”, mentre nel 26% dei casi la soddisfazione è “estremamente alta”.
Tra i medici che iniettano a scopo estetico il botulino la soddisfazione rispetto al risultato viene indicata come “alta” nel 68% dei casi, “estremamente alta” nel 17% e “media” nel 14%.
I pazienti che vengono trattati con tossina botulinica per la prima volta tornano a sottoporsi al trattamento nell’87% dei casi.
Le iniezioni di tossina botulinica sono anche un traino per altri interventi, sia di medicina sia di chirurgia plastica, nell’85% dei casi.
L'utilizzo principale è nella correzione delle zampe di galline, delle rughe glabellari e per attenuare le rughe della fronte. Più rari gli usi nella zona periorale, nella regione del naso, del mento e del collo. La zona d’elezione per il trattamento di botulino resta il terzo superiore del volto.

 

Per Info puoi contattare la nostra segreteria al numero 3406327440 per un  consulto GRATUITO.

 

fonte:http://www.wibeauty.it/magazine/botulino-ancora-in-crescita.html

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Botulino: richieste sempre crescenti

I dati presentati al primo congresso AITEB che si è tenuto a Torino lo scorso 14 novembre parlano chiaro: anche se in Italia la palma del trattamento di medicina estetica più richiesto spetta ancora ai filler, le iniezioni di tossina botulinica aumentano velocemente il loro appeal tra donne e uomini dai 35 ai i 55 anni.


Sarà perchè aumentano i dati sulla sicurezza (l’inglese Indipendent Healthcare Advisory Service ha rilevato che le complicanze mediche a seguito di trattamenti con botulino sono state dello 0,13% contro lo 0.25% di quelle dei filler), sarà perchè il tempo rimuove molte paure, a 10 anni dall’approvazione in medicina estetica il botulino registra crescite a doppia cifra anche in Italia: dal 2011 al 2013 gli incassi sono cresciuti del 18% passando da 15 milioni di euro a oltre 17,7 milioni. Un trend confermato anche dal primo trimestre del 2014, che ha registrato l'11% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


I DATI

L’Italia si conferma il quarto mercato in Europa alle spalle di Regno Unito, Germania e Francia e davanti alla Spagna (fonte: ricerca MR:E&Y consortium data, commissionata da Allergan), con 250.000 trattamenti estetici effettuati nell’ultimo anno su oltre 100.000 pazienti.
E i filler? Restano in vetta alla classifica dei più amati dagli italiani, pur con un andamento altalenante che li ha visti comunque passare dai 31 milioni 350mila euro a 27,7 e poi a 31,2. Il rapporto con il botulino è passato da 1 a 2 nel 2011 e a 1,7 nel 2013, rivelando un leggero cambio di trend confermato anche dall'analisi del primo trimestre 2014.
In Europa, l’Italia si conferma il secondo mercato per i filler alle spalle della Francia e davanti a Germania, Regno Unito e Spagna.
L’Europa continentale preferisce i filler alla tossina botulinica; non è così nei paesi anglosassoni come il Regno Unito dove il rapporto è di 3 a 4 in favore della tossina (eclatante il dato USA dove il botulino rappresenta il doppio dei filler).

L’identikit del paziente
Ecco il profilo del paziente tipo emerso da un'indagine condotta da AITEB (Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino) tra medici estetici, chirurgi plastici e dermatologi che utilizzano la tossina: prevalentemente donna (93-95%), con un’età che va dai 46 ai 55 anni (60%), si reca dallo specialista periodicamente per trattamenti soft i cui risultati durano in media da 4 a 6 mesi. Gli uomini rappresentano una quota piuttosto ridotta (5-7%), ma stanno entrando nel gruppo dei fan della tossina e hanno in media 50 anni.
A che età si cominciano i trattamenti? Tendenzialmente intorno ai 35 anni.

Alto livello di soddisfazione
Interrogati sul livello di soddisfazione, i pazienti nel 72% indicano una “soddisfazione alta”, mentre nel 26% dei casi la soddisfazione è “estremamente alta”.
Tra i medici che iniettano a scopo estetico il botulino la soddisfazione rispetto al risultato viene indicata come “alta” nel 68% dei casi, “estremamente alta” nel 17% e “media” nel 14%.
I pazienti che vengono trattati con tossina botulinica per la prima volta tornano a sottoporsi al trattamento nell’87% dei casi.
Le iniezioni di tossina botulinica sono anche un traino per altri interventi, sia di medicina sia di chirurgia plastica, nell’85% dei casi.
L'utilizzo principale è nella correzione delle zampe di galline, delle rughe glabellari e per attenuare le rughe della fronte. Più rari gli usi nella zona periorale, nella regione del naso, del mento e del collo. La zona d’elezione per il trattamento di botulino resta il terzo superiore del volto.

 

Per Info puoi contattare la nostra segreteria al numero 3406327440 per un  consulto GRATUITO.

 

fonte:http://www.wibeauty.it/magazine/botulino-ancora-in-crescita.html

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Piorrea o Malattia Parodontale?

Per anni si è parlato genericamente di Piorrea, con tale termine ci si riferiva al fatto che si perdevano dei denti sani senza alcun motivo. Non conoscendo la causa era ignota anche la terapia, quindi l’unica cura era la mera rassegnazione a tale perdita.

Per fortuna dalla fine degli anni ’70 la ricerca si è interessata alla “piorrea” e si è riusciti a dare una definizione, con varie classificazioni (fino ad arrivare all’ultima del 1999), si è compresa l’eziopatogenesi (le cause e il progresso della malattia), si sono trovate le relazioni tra la malattia parodontale e altre patologie sistemiche e si è arrivati allo studio di protocolli terapeutici.

Oggi non è corretto parlare di piorrea, tale termine è sostituito da: Malattia Parodontale, con tale definizione si intende una malattia infiammatoria Multifattoriale dei Tessuti di Sostegno del dente causata principalmente dalla Placca Batterica.

Per Multifattoriale si intende che più fattori intervengono, essi sono: placca batterica, tartaro, familiarità, genetica, fumo, malposizionamento dentario, condizioni sistemiche.

Per Tessuti di Sostegno si intendono quei tessuti che appunto sostengono il dente e permettono che esso sia saldo e stabile nell’osso alveolare essi sono: gengiva, legamento parodontale, cemento e osso. Per cui capiamo come in effetti la frase: “perdo denti sani” in un certo senso sia corretta. Infatti la M.P fa perdere dei denti per il mancato supporto e non per problemi del dente stesso, come ad esempio carie, fratture, preoblemi endodontici, etc.

Per fare un esempio è come se togliessimo progressivamente tutta la terra da un vaso, l’albero nella quale alloggia inizierà pian piano a muoversi (mobilità dentaria ) fino alla sua caduta (avulsione dentaria).

Causa principale della perdita del sostegno è la Placca Batterica. Essa è costituita da un miscuglio di: aggregati batterici (circa 800 specie), proteine, metaboliti alimentari, saliva. Il pericolo di tale placca è che se rimane troppo tempo sul dente essa migra nel solco gengivale e i batteri iniziano un processo di riassorbimento dei tessuti irreversibile.

Sulla microbiologia della placca batterica si sono svolte le maggiori ricerche e si è arrivati allo studio delle specie maggiormente patogene, cioè i batteri più coinvolti nella distruzione del parodonto e quindi dell’osso.

Gli studi degli ultimi decenni ci hanno permesso capendo le cause di trovare le terapie necessarie (controllo dell’igiene domiciliare, rimozione professionale della placca batterica, del tartaro, sopra e sottogengivale, utilizzo di antibiotici, di antimicrobici fino alla chirurgia parodontale) per arrestare, o quantomeno, rallentare il processo degenerativo delle Malattie Parodontali.

Non è quindi solo un vezzo etimologico sostituire la definizione di Piorrea con quella di Malattia Parodontale. È un po’ come la differenza che passa tra un paziente morto e uno che è si aggravato, ma vivo e con la voglia di rimanere ben saldo con le radici su questa terra (se pur ridotta)…..

 

fonte: http://www.saluteorale.it/piorrea-o-malattia-parodontale/

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